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"Modica. Città
nobile, opulenta e popolosa, capo dell'antica ed amplissima
Contea".
La descrizione ottocentesca, appartiene
allo storico ed ecclesiasta Vito Amico, ed elegantemente
racchiude l'importanza economica, politica e culturale
di una città, le cui radici sembrano affondare
in tempi e circostanze remote e non sempre chiare.
Dopo l’era dei primi insediamenti
siculi, la colonizzazione da parte dei Greci a cui gli
antichi abitanti si assimilarono negli usi e nei costumi
e l’occupazione da parte dei romani, passarono
per Modica i Bizantini, lasciando resti della loro presenza
soprattutto nelle necropoli sia all’interno della
città o nelle immemdiate vicinanze, sia a Cava
d’Ispica. Trascorsi questi secoli “bui”
durante i quali tutta l’isola subisce le dominazioni
da parte di popolazioni barbariche: Vandali, Eruli,
e Goti, agli inizi del IX secolo si fanno avanti i Saraceni.
La Sicilia era una terra fertile e molto
appetibile per motivi commerciali posta in uno dei punti
più favorevoli di tutto il Bacino del Mediterraneo,
il cuore dei traffici commerciali dell’epoca.
Modica viene espugnata intorno al 844-845, da un esercito
di Saraceni guidato da Al Fadn ibn Gafar al Hamdani
e fu sotto gli Arabi che la città divene un importante
centro agricolo e commerciale con il nome di Mohac.
Dopo due secoli di dominazione Araba
la città, così come tutta la Sicilia,
venne riconquistata dai Normanni. La liberazione della
Sicilia dalla dominazione Araba si svolse dal 1061 al
1091. Gualtieri, uno dei capitani al servizio di Ruggero
d’Altavilla, il capo dei Normanni, venne investito
del titolo di Conte di Modica.
Anche i suoi figli Goffredo, Rinaldo,
Aquino e Gualtiero furono chiamati Conti di Modica fino
a quando fu in vita Guglielmo il Buono, si scatenò
allora una feroce lotta per la succesione al trono.
Si formarono due partiti, uno nazionale che avrebbe
voluto portare sul trono Tancredi di Lecce, figlio di
Ruggero di Calabria e l’altro che voleva sul trono
Enrico, imperatore di Svevia e marito di Costanza, figlia
di re Ruggero d’Altavilla.
Tancredi ebbe la meglio ma, in seguito
alla sua morte, prevalse il partito di Enrico di Svevia
che si impossessò del trono di Sicilia e si vendicò
di quanti gli si erano opposti, tra questi c’erano
anche i conti di Modica che furono spogliati dei loro
beni. Modica rimase per un certo periodo un feudo del
Demanio statale, passò quindi agli Angioini e
vi rimase fino ai Vespri Siciliani che ebbero come conseguenza
la cacciata degli odiati francesi e del loro potere
tirannico da tutta la Sicilia.
Anche a Modica, così come in
molte altre città, ci fu una violenta
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