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Scicli si estende su
una larga pianura incastonata all’interno di tre
valli strette ed incassate dette “cave”
(le valli di Modica, di Santa Maria La Nova, e di San
Bartolomeo), scavate da corsi d’acqua torrentizi.
Le sue origini sono molto antiche e
risalgono, con ogni probabilità, al periodo siculo,
quindi circa tre mila anni fa. Il nome Scicli si pensa
che derivi da Siclis uno degli appellativi utilizzati
per indicare il popolo dei Siculi. La
presenza umana nel territorio di Scicli risale addirittura
al periodo eneolitico. La caratteristica
conformazione del territorio con la presenza di “cave”
e grotte carsiche, ha favorito la nascita di numerosi
insediamenti rupestri. Oltre a quello preistorico di
Grotta Maggiore, ricordiamo anche l’insediamento
tardo bizantino del VII sec. d.C. sito in località
Castellaccio, e l’insediamento rupestre bizantino
(VIII sec. d. C.) e medievale (X-XI sec. d.C.) in località
Chiafura, visibile sino ai nostri giorni.
Ritrovamenti archeologici, in particolare
i resti di un abitato greco presso la foce dell'Irminio,
testimoniano la presenza, o comunque dei contatti di
primaria importanza con i greci. Così come Comiso
e Ispica, Scicli vanta la propria discendenza dalla
città greca-siracusana Casmene, fondata nel VII
sec. A.C. Per motivi topografici l'ipotesi che Scicli
possa discendere da Casmene è da considerare
comunque non realistica. Oltre
ai resti greci sono state trovate tracce che testimoniano
la presenza dei cartaginesi, presenti nell’isola
fino alla conquista romana avvenuta nel III sec. AC.
Sotto il dominio romano Scicli divenne città
"decumana", ovvero città sottoposta
al tributo della "decima" consistente nel
pagamento di un decimo del raccolto.
Dopo la caduta dell’impero romano
Scicli passò ai bizantini è subì,
come altre città dell’Isola, le incursioni
dei Barbari. La città antica
sorgeva sul colle di San Matteo, dove ancora oggi si
trovano i resti di un Castello che rendeva l'antico
abitato difficile da espugnare. Una struttura fortificata
doveva comunque esistere già nel periodo bizantino.
L'assedio da parte degli arabi
fa presupporre la presenza di un sistema di difesa fortificato
a salvaguardia dell'abitato. Verso la metà del
XIV secolo esistevano due Castelli: il Castellaccio
“castrum magnum” ed il Castello dei tre
Cantoni “castrum parvum” ambedue in contrada
Castellaccio.
Sotto il dominio Arabo, Scicli
conobbe un periodo di notevole sviluppo agricolo e commerciale
e lo storico arabo Edrisi nella prima metà del
XII secolo, ne esaltò la prosperità economica.
Si fa risalire all’anno 1091 la liberazione definitiva
di Scicli dal dominio saraceno per opera di Ruggero
d’Altavilla e il passaggio al dominio normanno.
A questa battaglia, avvenuta nella Piana dei Milici
è legata la leggenda della Madonna delle Milizie.
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